Stage 4 – Tour du Mao ’17 – Resinelli

Morterone e Pian dei Resinelli

Anche la quarta tappa del Tour du Mao 2017, è sulle strade di casa. Una piccola parentesi prima delle grandi salite.

Una tappa breve di 56 km non prevista dalla tabella di marcia. A colazione a volte mi piace improvvisare il percorso che farò, e così  ho messo nel mirino due salite vicino a casa e che conosco molto bene, Morterone e Pian dei Resinelli. Una giornata  che doveva essere di riposo, si e trasformata in un altra tappa du media intensità in salita. La partenza sempre in discesa da Cassina Valsassina, pedalando in discesa fino al bivio direzione Morterone, circa 12 km di salita con una media del 6,7%. Ho mantenuto un buon ritmo per tutta la salita, a tratti intervallata con dei pedalate a tutta. Poi in cima ho girato la bici, senza arrivare in paese, Morterone (che è il secondo più piccolo comune italiano per popolazione), per ripercorrere la stessa salita, in discesa, per poi risalire verso Cassina. Al bivio di Balisio a sinistra per  iniziare la salita dei Pian dei Resinelli, un altra mitica salita di 12 km al 7,9% con rampe al 10/12%. Arrivato in cima, ho fatto una breve pausa e poi giù in discesa con tempo registrato nei primi sei su Strava. Altra giornata con un dislivello di 2.187 m+

Stage 3 – Tour di Mao ’17 #nopassaran #resistenza

La terza tappa del Tour du Mao 2017, è sulle strade di casa!

Una tappa sulle Prealpi lecchesi. Partenza da Cassina Valsassina in discesa verso Lecco, passando per Balisio e Ballabio. Direzione sud est, verso Caloziocorte per andare in Valcava. Mitica salita con rampe al 18%. Superata la Valcava sotto un gran caldo e con un pò di fatica nelle gambe accumulata nelle due tappe precedenti, mi butto giù in discesa verso Costa Val Imagna e Sant’ Omonimo Terme. Poi la arriva la salita di Berbenno e quindi verso Gerosa. Per finitire l’ultima salita della giornata, la Culmine di San Pietro dal lato bergamasco. Una tappa circolare che si conclude di nuovo in Valsassina, arrivando in discesa dalla Culmine San Pietro, passando per Moggio, arrivando di nuovo a Cassina Valsassina. Altri 100 km con 3.000 m+, su strade molto tranquille, tolta la parte di Lecco e Caloziocorte. Una pedalata che ho dedicato ai partigiani di queste paesi, caduti durante la guerra!

Stage 2 – Tour du Mao ’17 – Briançon

Briançon – Savines-le-Lac – Barcelonnette – Col de Vars – Col d’Izoard – Briançon

La seconda tappa del tour, è la più lunga, 208 km, con 4896 metri di dislivello e due passi il Col de Vars (1° cat) e il Col de l’Izoard (HC).

Ho tracciato lo stesso percorso della diciottesima tappa del Tour de France del 2017. Non avevo mai fatto così tanti chilometri in un solo giorno, con tanti metri di dislivello. Molti dubbi e preoccupazioni all’inizio della giornata, aumentati anche grazie ad alcuni fastidi e dolori alle gambe, che risentivano ancora gli sforzi del Ventoux. I primi 50/60 km sono stati decisivi. Scendendo a valle da Briançon per andare a scalare il Col de l’Izoard, ho raggiunto due francesi che andavano verso l’Izoard, passando dal bivio di Guillestre. Quello era il punto intermedio, dove potevo cambiare il percorso pianificato, e accorciare il giro di almeno 120 km, o continuare con il mio piano.

Ho scelto di continuare, ho acceso il pilota automatico ad una velocità costante, girando leggero, con una buona cadenza senza affaticare le gambe inutilmente. Fin sotto al Col de Vars, con già 120 chilometri nelle gambe, ci sono arrivato abbastanza bene! Sicuramente grazie all’alimentazione che ho curato nel dettaglio per questa lunga giornata.

A colazione, alle 8 del mattino, ho mangiato delle fette biscottate con la marmellata, del tè con latte di riso, e un piatto di spaghetti in bianco. Nella borsa sul manubrio e nelle tasche della maglia, mi sono portato dietro: un panino con il prosciutto cotto e formaggio, 4 barrette di cereali e frutta, 2 barrette frutta e zuccheri e due gel. Ogni 30/40 km ne ho mangiata una. Poi prima di iniziare il Col de Vars, ho fatto una piccola sosta zuccheri per bere una bibita zuccherata.

Il Col de Vars è una salita di circa 14,2 km, con 798 m di dislivello, con una pendenza media del 5,7%. Fino al quinto chilometro è molto dolce, 4% o 5%. Al sesto chilometro si indurisce per 500 m, con una rampa al 10%, e poi di nuovo si addolcisce. Passato il nono chilometro la salita si indurisce, con una rampa all’8% e poi una pendenza del 10% fino all’undicesimo chilometro. Gli ultimi tre chilometri sono tra il 7% e il 9%.

In cima al Col de Vars, ho fatto una pausa di circa 15/20 minuti per mangiare un panino che mi ero preparato, e bere un’altra bibita, ricca di zuccheri. Devo dire che sono riuscito a dosificare lo sforzo abbastanza bene, e pedalare senza esagerare ad un buon ritmo. Stava mi ha registrato una VAM di 674.

E poi giù free style in discesa, come mi piace!

Il Col de l’Izoard l’ho affrontato leggermente più deciso. Strava mi ha registrato una VAM di 700. Ho pedalato i 14 km dal bivio del Colle dell’Agnello, in 1 ora e diciannove minuti. Questo si, l’ho sofferto un po’ di più rispetto alla salita precedente, vuoi per i chilometri già pedalati, 160km all’inizio della salita, vuoi per l’altitudine e quindi la maggior difficoltà ad ossigenare bene, vuoi per un leggero raffreddore, visto le temperature notturne. Comunque sono riuscito ad arrivare in cima anche a questa salita che ha una media del 7%, ma con delle rampe al 10% tra il settimo e l’ottavo chilometro. Dopo dal nono al tredicesimo chilometro ci sono quattro tornanti in mezzo al bosco ben costanti al 9%. Poi un leggero respiro con la classica discesa del colle, che vediamo anche in televisione durante il Tour, e poi gli ultimi due chilometri con un rampa iniziale al 12% e con due tornanti, tra il 9% e i 6%.

Breve sosta, per foto e coprirmi e poi giù in discesa! Free style e velocità massima presa in bicicletta, 100km/h!

Strava mi ha registrato un tempo di 23 minuti, per coprire i 18km di discesa del versante verso Briançon.

Stage 1 – Tour du Mao ’17 – Malaucène

Malaucène – Mont Ventoux – Sault – Mont Ventoux – Malaucène

La prima tappa prevista è stata dedicata al mitico Mont Ventoux, dai due versanti lo stesso giorno! 118 km di percorso previsti, con 3634 metri di dislivello.

Partendo dal paese di Malaucène (323 m), sono 21,2 km di salita, 1535 metri di dislivello, con una pendenza media del 7,2%.

Dopo un chilometro e mezzo tranquillo al 5% si parte subito con una pendenza del 7% fino a secondo chilometro e mezzo. Da qui in poi la pendenza media è tra il 7% e il 9% fino al quarto chilometro. Dopo i primi quattro chilometri di riscaldamento, dove possiamo capire se è la nostra giornata o no, c’è un tratto più tranquillo al 4% o 5%. In questa prima parte mi trovo abbastanza bene e vado avanti al mio ritmo. Non trovo tanti ciclisti, ma alcuni che incontro salendo, li riesco a passare agevolmente. Poi dal sesto al settimo chilometro, iniziano alcune rampe con delle pendenze più dure, tra il 10% e il 15%. Poi per quasi due chilometri si entra in un parte più tranquilla, fino al nono chilometro. Da qui in poi per circa cinque chilometri, il Mont Ventoux si fa sentire di nuovo, con delle rampe tra il 10% e il 12% fino al quattordicesimo km circa. Qui la strada si addolcisce fino a spianare per circa due chilometri, quando dopo un tornante iniziano gli ultimi sette chilometri, con delle rampe ancora al oltre il 10% e gli ultimi quattro chilometri all’8%. Bisogna pedalare su delle rampe ancora  belle dure all’11% o 12% fino alle ultime curve che si addolciscono ancora un po’. Dopo l’ultima curva, c’è un ultima rampa che porta in vetta, sotto alla colossale antenna delle telecomunicazioni che domina il panorama.

Dopo una breve pausa in cima al Ventoux, a 1909 m, sono sceso dall’altro versante, prendendo il bivio verso Sault, al bivio del “Chalet Reynard”, un bar pieno di ciclisti e motociclisti. La discesa veloce e piacevole fino in paese a 680 m, e seguita da un’altro breve salita di sette chilomentri, di terzo categoria, il Col de Notre Dame des Abeilles a 996 m, in direzione Flassan. Poi di nuovo in discesa fino al paese di Flassan, dove poco dopo trovo il bivio per il Mont Ventoux.

In una giornata del genere, con due salite così lunghe è molto importante riposare bene la notte anteriore, fare una buona colazione e alimentarsi correttamente durante la pedalata. In questa prima giornata di pedalata, ho affrontato il primo versante da Malaucène, abbastanza bene, con una VAM (Velocità Ascensione Media) di 816, ossia i metri di dislivello percorsi in un ora. Nonostante questo oggi ho fatto un errore grossolano. Sono partito tardi (9:42 del mattino), e mi sono portato dietro poco cibo. Quindi mi sono ritrovato senza forze all’inizio della seconda salita, dopo aver allungato il giro passando da Sault, dal versante di Bédoin che è anche più duro! La crisi di fame si è vista riflessa anche nei valori della VAM, abbastanza inferiore a quella del mattino 593. La crisi è stata anche aumentata dal caldo eccessivo dovuto alle ore centrali della giornata, dalle 14 fino alle 16 circa, due ore per affrontare il sedici chilometri di salita. La salita da questo versante, dopo i primi 7 km abbastanza agevoli, diventa molto più impegnativa per 9 km, che salgono ad una media del 9%, con delle brevi rampe al 12% o 15%. Arrivato pian piano al bivio del chalet, a circa 7 km dalla vetta, mi sono fermato a rifocillarmi, con un bevanda gassata ricca di zuccheri, e un panino con del prosciutto e del formaggio.

Dopo un caffè e una mezz’ora di recupero, sono ripartito con la convinzione giusta per arrivare in cima, gestendo bene le energie rimaste. Questi ultimi 7 km, sono leggermente meno duri ad una media dell’8%, con i primi due chilometri tra il 5% e il 6%, e i successivi cinque, a 7/8% con delle rampe, al 10% negli ultimi due chilometri, proprio passando davanti al monumento in ricordo di Tom Simpson.

Riassumendo, il Mont Ventoux dal versante di Bédoin, sono 22,7 km di salita, 1622 m di dislivello, con una pendenza media del 7,1%.

1° Tour du Mao 2017

Durante l’estate del 2017, verso la fine di luglio, ho iniziato a elaborare il mio piano per una vacanza ciclo-turistica in solitaria. Chiunque abbia un minimo di allenamento ad un livello amatoriale, può intraprendere questo tipo di viaggio a tappe. Basta avere circa 15/20 giorni a disposizione, tanta passione e determinazione per pianificare delle vere e proprie tappe. Sono state dodici in totale quelle che ho percorso. Tappe con alcuni dei passi più importanti e famosi del Tour de France e del Giro d’Italia.

Un giro a tappe in bicicletta, un esperienza magnifica. Pedalare sui passi di montagna, da soli in mezzo alla natura, è come una metafora della vita, un viaggio introspettivo e di conoscenza di se stessi. Bisogna saper dosar bene le energie, per arrivare in cima alla montagna, se vuoi arrivare intero.
Quando se lì, solo con te stesso, è il momento in cui ti senti davvero intero, sereno e vivo. Sai che puoi farcela, perché conosci le tue gambe, ma allo stesso tempo c’è sempre un momento in cui saltano fuori dei dubbi, soprattutto quando spingi i tuoi obbiettivi sempre più lontano, oltre i tuoi limiti conosciuti.

Durante il 2017 mi sono allenato da febbraio fino ad agosto, con circa 5.000 km di fondo (c’è chi pedala molto di più). Due giorni a settimana, a volte tre, a volte solo uno, a seconda degli obblighi del lavoro. Una media di 500 km al mese, 100/120km a settimana.
Alcune uscite lunghe per il fondo da 120/150km, più uscite d’intensità 60/80km, e uscite in scioltezza 40/60 km. Sono sessioni di allenamento che ho interiorizzato durante gli anni di corse da agonista, un lavoro fatto che mi permette ora di riscuoterne la rendita. Avevo imparato grazie ai miei allenatori a riconoscere i miei limiti e le mie forze ad ogni uscita, di settimana in settimana, senza contare né watt né pulsazioni. Ora ci sono un sacco piani di allenamento e strumenti che possono aiutare e molto, ma io per il momento continuo ad ascoltare il mio corpo, usando solo il contachilometri e il telefono per registrare i risultati con Strava.

Tornando al “Tour de Mao”  (TDM) di seguito vi racconto la mia esperienza, in dieci tappe dal 12 agosto fino al 30 agosto 2017.
Dieci tappe alternate con uno o due giorni di riposto, tra le alpi francesi e italiane, con spostamenti in furgone ai vari punti di partenza e arrivo, dove dormivo, mangiavo e mi lavavo. Dieci tappe, 1038 km totali, 28.333 metri di dislivello, 20,6 km/h di velocità media, 50 ore di pedalata.

Una vacanza ciclo-turistica low cost, che grazie alla libertà di viaggiare da solo e alla pianificazione previa, è risultata molto economica. Nonostante il 2500km percorsi in furgone tra autostrada e passi alpini, sono riuscito a trovare dei passeggeri quasi ad ogni viaggio, grazie all’applicazione Blablacar.

Le città e i paesi attraversati sono stati: Lleida, Barcellona, Montpellier, Carpentras, Malaucène, Briançon, Monza, Lecco, Cassina, Bormio, Tonale, Landry, Grenoble, Séchillienne, Huez, Perpignan, Barcellona, Lleida.

Per il momento ho pubblicato sul BLOG solo pochi racconti dell’anno scorso, spero si aver il tempo a breve di poter passare in bella i racconti del diario di bordo del TDM 2017. Intanto vi lascio qui di seguito i link dei percorsi che ho registrato su Strava.

TOUR DU MAO 2017
Stage 1 – Tour di Mao
Stage 2 – Tour di Mao (Stage18 Tour de France17)
Stage 3 – Tour di Mao #nopassaran #resistenza
Stage 4 – Tour di Mao
Stage 5 – Tour di Mao
Stage 6 – Tour di Mao
Stage 7 – Tour du Mao
Stage 8 – Tour du Mao
Stage 9 – Tour du Mao
Stage 10 – Tour du Mao #cicloturismo

Leggi i racconti di ogni tappa: