Vi racconto il Mondiale Gravel da dentro!

Che spettacolo il primo Mondiale Gravel UCI! Per me è stato già un grande traguardo poter partecipare e pedalare con i migliori al mondo, visto il mio brutto infortunio di quest’anno ad aprile. Eh si, che privilegio pedalare con i migliori ciclisti al mondo e vivere da dentro anche qualche brivido World Tour. Infatti per puro caso ho sprintato proprio a fianco di Mathieu van der Poel, Greg Van Avermaet e ho fatto da tappo a Peter Sagan (perdonami Peter, ma il single track in quel momento non permetteva uscire dalla linea). Oppure ho visto come Gianni Vermeersch e Daniel Oss si giocavano la vittoria negli ultimi km. Così ve lo racconto da dentro!

Iniziamo dal principio. La mia gara è andata meglio del previsto. Sono partito abbastanza bene, mantenendo le posizioni di testa della mio gruppo di età (35-39 anni) e recuperando diverse posizioni del gruppo davanti a noi (19-34 anni). Dopo le prime due salite era messo abbastanza bene sia con le gambe che con la testa e anche come posizione. Ero nel gruppo che si contendeva il quarto e l’ottavo posto. Ci sono rimasto fino a metà gara, fino a Padova (vedi percorso), poi però qualche borraccia mancata nei rifornimenti, quindi disidratazione e un blocco di stomaco, mi hanno impedito di seguire il ritmo di quel gruppo. Così sono rimasto attardato con altri ciclisti (se non ricordo male eravamo due spagnoli, quattro tedeschi e due italiani), ma comunque ci giocavamo una ottimo piazzamento tra la 9° e la 12° posizione.

Per fortuna ho ritrovato mio fratello sul percorso alla feed zone, che mi ha passato una borraccia e così sono riuscito a bere ed idratarmi per l’ultima parte di gara. Fin qui tutto bene. Ero quasi pronto per sferrare l’attacco ai miei avversari nel tratto tecnico finale, come avevamo studiato con mio fratello e lasciarli a bocca aperta e invece! SBAM! Fermo a bordo strada! Ho bucato la ruota posteriore ai -20 km dall’arrivo. Mi sono fermato su un tratto in asfalto, prima di una curva a sinistra che continuava su una strada sterrata. Che sfiga! Mancava così poco!

Ho pizzicato il copertone su una pietra che non ho visto, ma che ho sentito chiaramente con il suo rumore inconfondibile sul cerchione! E così in fretta e furia prendo il kit per riparare la ruota tubeless. Il primo vermicello non vuole entrare, poi ce la faccio, gonfio la ruota ma salta fuori! Niente, ne prendo un altro, ricomincio. Di fronte a me gente del pubblico che mi aiuta, mi sostengono verbalmente, mi tengono la bici, mi vogliono aiutare, ma non capiscono cosa io stia cercando di fare. Finalmente riesco a mettere il vermicello, a gonfiare la ruota con una seconda bomboletta e a ripartire. Tempo 50 metri, sento una botto. Il vermicello è sparito, schizzato fuori. Forse troppa pressione o troppa sporcizia nel pneumatico. Sicché torno indietro camminando verso la curva. In quel momento sopraggiunge la testa della corsa (i professionisti che erano partiti 10 minuti prima di me e facevano un giro in più nel circuito finale). Così rimango immortalato su Eurosport/GCN!

Un ragazzo del pubblico mi viene incontro offrendomi un kit di riparazione, gli dico che ho bisogno di una pompa perché ho il piano B. Una camera d’aria. Tolgo la ruota, apro il copertone, tolgo la valvola, metto la camera d’aria e richiudo tutto in meno di un minuto. Dal pubblico mi lasciano una bomboletta, gonfio la ruota, rimonto e finalmente riparto. Ho perso almeno 13/15 minuti.

Che sfiga! Ma non tutto vien per caso. Pochi km dopo mi ritrovo nel secondo gruppo dei PRO. Da dietro mi vedo arrivare Van Der Poel, Greg Van Avermaet, Cort-Nielsen, Ballerini, De Marchi, Stybar, etc. un bel gruppone di insegutori. Io sto andando forte, 40/45 km/h, ma mi riprendono in fretta. In uscita di curva su una strada principale è MVDP che rilancia l’azione del gruppo, mi sorpassa, ci incrociamo gli sguardi, gli dico “Ale Ale Mathieu”, ma di fianco a lui è Greg Van Avermaet a sferrare uno attacco approfittando l’inerzia della velocità. Rilanciano tutti sul pezzo di asfalto. Anch’io da dietro mi attacco a ruota e rimango con loro per qualche km, come fa un altro doppiato. Cerchiamo i nostri momenti di gloria, seguendo le ruote dei migliori al mondo. Dura poco la nostra gloria, ma è stato bello!

Poco più avanti entro a ruota di un ciclista americano in un settore di single track abbastanza stretto. L’americano non è molto veloce nel tecnico e così ci si fa subito sotto un altro gruppo di PRO. Stavolta è Peter Sagan che mi chiede passo seguito a ruota da un belga e un francese. Purtroppo per loro non c’è subito spazio e dovranno aspettare qualche secondo per sorpassarci. Sono le fasi cruciali del finale di gara sia per loro, che per noi. La tensione è altissima, sono tutti agitati. Poco più avanti c’è un varco, l’americano davanti a me finalmente si scansa nel primo slargo che trova, io faccio lo stesso e così i tre, Nasen, Sagan e Trarieux ci sorpassano. Rispettivamente finiranno in P13, P14 e P15. Io approfitto e mi infilo a ruota del terzo e saluto l’americano! Seguo le ruote de PRO fino alla fine del single track, sfoggiando le mie dote tecniche. Non sono poi così lontano dai migliori al mondo in questo settore. Però appena usciamo su una strada più larga sterrata questi aprono il gas e faccio ciao ciao con la manina. Abbiamo passato da un po’ il cartello degli ultimi 10 km e non ce n’è più per nessuno. Anch’io approfitto l’inerzia della sgasata e tengo aperto il ritmo fino alla fine. Riprendo qualche ruota più lenta delle categorie amatoriali, da dietro non mi riprende più nessuno. Arrivo al traguardo attraverso un mare di folla, che emozione. Nonostante la foratura sono comunque soddisfatto di aver finito il primo Mondiale Gravel della storia.

Ho chiuso in P24 quando ero nella TOP10 del mio gruppo di età 35-39 anni. Nonostante la sfortuna sono contento di sapere che la condizione c’è e di poter essere dove sono! Che esperienza! Grazie mille di cuore a tutti voi che avete tifato ITALIA lungo il percorso, ai ragazzini che ci chiedevano le borracce come ai campioni, ma soprattutto grazie a mio fratello per accompagnarmi, per l’assistenza e a tutti voi che mi siete vicino!

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